Mandorlo in Fiore: una festa che unisce il territorio

Mandorlo in fiore

di Maurizio Artusi
Giunto alla sua 71esima edizione, “Il Mandorlo in fiore” è finalmente diventato il simbolo unitario di tutto un territorio, con particolare risalto dei suoi ambiti culturali ed enogastronomici. Questo è quello che ha saputo esprimere una manifestazione a cui oggi, secondo me, va troppo stretto il termine Sagra.
Forse, dalla prossima edizione, sar

à il caso di cambiare nome, approdando così a “I giorni del mandorlo in fiore”, ciò per rimarcare quella lunghezza e ampiezza di idee ed eventi a 360 gradi resi possibili dalla collaborazione di tutta la provincia di Agrigento.
Una sorta di autarchia di cultura e professionalità espresse da tutti i settori coinvolti, soprattutto in quello dell’enogastronomia che mi compete direttamente, ha pervaso praticamente ogni tipo di evento presente nel fitto calendario, a dimostrazione che quando si vuole si può, senza doversi rivolgere a realtà esterne al proprio territorio.
Ovviamente, in una complessità tale di eventi e persone da organizzare per la prima volta, può capitare qualche defaillance, ma complessivamente il giudizio DEVE essere positivo perchè “I giorni del mandorlo in fiore” potrebbero diventare, in futuro, un modello di sviluppo del territorio e non solo di quello agrigentino. In quanto palermitano, mi viene pertanto spontaneo concludere con la trionfalistica frase che il primo cittadino del capoluogo siciliano grida ogni anno dallo storico carro al culmine della festa tra paganesimo e religiosità chiamata “Fistinu”: “Viva Palermo e Santa Rosalia” che parafrasato potrebbe quindi diventare “Viva Agrigento ed il Mandorlo in Fiore”.”
7 marzo 2016